In occasione del primo anniversario della galleria multisensoriale inclusiva a Nova Gorica

A cura di:
Igor Miljavec, presidente di MDSS Nova Gorica

La mostra «L’arte oltre il visibile» nella galleria tattile di Nova Gorica non è una mostra ordinaria – è la realizzazione di una visione maturata in un decennio di duro lavoro, ma anche di piaceri creativi nati da una collaborazione innovativa. L’Associazione intercomunale dei ciechi e degli ipovedenti di Nova Gorica, in stretta collaborazione con il Goriški muzej, sviluppa progetti che rendono l’arte accessibile a tutti, indipendentemente dal tipo di disabilità. Il progetto, al quale ha collaborato anche il KUD Artes, rappresenta il nostro traguardo più ambizioso finora – ed è al contempo la prima galleria di questo tipo in Slovenia.

A un anno dall’apertura, i dati sulle visite confermano che il progetto è stato impostato con successo. La mostra è stata visitata da oltre 3.000 persone, tra cui una significativa percentuale di stranieri provenienti da 17 Paesi. Un terzo dei visitatori appartiene a diversi gruppi vulnerabili; numerosi sono stati anche gli esperti di vari ambiti – dalla pedagogia alla cultura e alla medicina.

La galleria, ospitata negli spazi del Mercator center, è articolata in due sezioni. Nella prima, intitolata Il mondo che esiste, sono esposte riproduzioni di celebri opere d’arte, rese accessibili alle persone con disabilità visive grazie a procedimenti speciali. Nella seconda, Il mondo che nasce, sono presentate opere create dagli artisti con l’intento di poter essere toccate in sicurezza da ciechi e ipovedenti. In totale sono esposti 40 pezzi, tra cui le raffigurazioni in rilievo di La bevitrice di caffè di Ivana Kobilca, L’Urlo di Edvard Munch e La ragazza con il palloncino di Banksy, nonché una copia in scala ridotta dell’Icaro di Zdenko Kalin e della Madonna di Bruges di Michelangelo.

La mostra accompagna i visitatori in un percorso attraverso la storia dell’arte, dall’antica Grecia alla scultura slovena contemporanea. Sono disponibili descrizioni audio in sloveno, italiano, inglese e tedesco, accessibili tramite l’applicazione t-art.si. Le copie delle opere classiche sono state ottenute in prestito da musei analoghi di Ancona e Bologna, collocando così la galleria tra gli spazi comparabili a livello internazionale.

La mostra è il risultato di competenza, creatività e apertura. Alla sua realizzazione hanno partecipato tutte e quattro le università slovene; per studenti e docenti abbiamo organizzato una formazione in tiflopedagogia. Questo processo non è stato unidirezionale – ha infatti approfondito la consapevolezza dell’importanza di una società inclusiva anche tra coloro che forse non avevano mai riflettuto su un mondo privo di stimoli visivi.

La seconda parte della mostra è stata concepita come un esperimento – un dialogo tra artista e utenti. Durante incontri di gruppo e individuali, questi ultimi hanno avvicinato gli artisti al mondo della cecità e dell’ipovisione, affinché, grazie a nuove conoscenze, potessero adattare le proprie opere all’esplorazione tattile.

Ogni galleria svolge un ruolo educativo; nel caso della mostra L’arte oltre il visibile, tale ruolo si estende alla sensibilizzazione sull’accessibilità per tutti. Come previsto già in fase di ideazione, la mostra si è rivelata particolarmente attrattiva anche per i visitatori vedenti – bambini e adulti. Qui scoprono nuove dimensioni della percezione artistica e acquisiscono una comprensione più profonda ed empatica di chi percepisce il mondo in modo diverso.

Tutti noi che abbiamo partecipato alla realizzazione della mostra – senza dimenticare il contributo indispensabile di tutti i collaboratori che si occupano delle visite guidate e del suo aggiornamento, della stampa in braille, dell’audiodescrizione, dei contrasti adeguati e della presentazione mediatica – continuiamo per tutta la sua durata ad arricchirne i contenuti, così come le nostre competenze, che già trasmettiamo ad altri. È per noi una gioia speciale constatare che in questo spazio tutti si sentano benvenuti – che è, in fondo, l’essenza della vera accessibilità.