Percorsi guidati che si possono percepire: adattare le visite al museo per le persone non vedenti e ipovedenti

A cura di:
Goriški muzej

L’accessibilità museale non si riduce solo all’allestimento della mostra. Un aspetto fondamentale per l’inclusione dei visitatori non vedenti e ipovedenti è rappresentato anche dalle visite guidate specializzate e adattate, che permettono di approfondire la comprensione dei contenuti e di vivere un’esperienza più completa. Al Goriški muzej abbiamo iniziato a dare maggiore importanza a questo aspetto dopo il 2016, quando, in occasione della mostra “I giochi della mia gioventù”, abbiamo acquisito le nostre prime significative esperienze nel campo dell’accessibilità. 

Entro il 2020, abbiamo organizzato diverse visite guidate per i membri dell’Associazione intercomunale delle persone non vedenti e ipovedenti di Nova Gorica. La maggior parte di queste visite è stata prenotata in anticipo, il che ci ha permesso di organizzarci al meglio. Ogni mostra è stata innanzitutto analizzata dal punto di vista dell’accessibilità: abbiamo valutato quali oggetti potevano essere toccati dai visitatori, quali contenuti necessitavano di una descrizione più dettagliata e in che modo andavano presentati per sostituire l’esperienza visiva.

L’associazione ha annunciato la sua presenza anche alla mostra temporanea “Il confine temporaneo” a Villa Bartolomei e alla mostra permanente “Na Šverc!”. Il contrabbando nel Goriziano dopo la Seconda guerra mondiale” nella collezione museale di Pristava. Entrambe le visite hanno richiesto degli adattamenti, in quanto le mostre non erano state originariamente concepite per i visitatori non vedenti e ipovedenti.

Ulteriori reperti e descrizioni

Durante la fase di preparazione alla visita guidata della mostra “Il confine temporaneo”, ci siamo concentrati innanzitutto sulle possibilità già esistenti. La mostra offriva già di per sé alcuni elementi tattili destinati ai bambini, ma erano solo tre: una bottiglia di Coca-Cola, una tavoletta di cioccolato e un pennello. Durante la visita guidata, abbiamo prelevato questi oggetti dalle vetrine espositive e li abbiamo messi a disposizione dei visitatori affinché potessero toccarli direttamente. Abbiamo inoltre adattato i contenuti audio: i video, originariamente destinati all’ascolto con le cuffie da parte di una sola persona, sono stati riprodotti senza cuffie, così che l’intero gruppo potesse seguirli.

Per arricchire ulteriormente l’esperienza, abbiamo selezionato dal deposito del museo altri oggetti legati al contenuto della mostra. Durante la presentazione della Prima guerra mondiale, i visitatori hanno potuto toccare con mano un vaso ricavato da un bossolo di granata, una fiaschetta e i frammenti di una bomba a mano. Nella sezione dedicata all’amministrazione militare alleata, abbiamo fatto toccare loro anche un modellino Jeep. La visita guidata è stata integrata con descrizioni molto dettagliate degli oggetti esposti e degli eventi raccontati nei video, ritenute fondamentali per consentire ai non vedenti di comprendere il contesto.

Percezione con più sensi, anche al di fuori delle vetrine

In maniera analoga è stata organizzata la visita guidata alla mostra “Na Šverc! Il contrabbando nel Goriziano dopo la Seconda guerra mondiale”, che ha permesso ai visitatori di vivere un’esperienza multisensoriale, coinvolgendo anche l’olfatto. L’autore della mostra ha infatti predisposto dei cassetti contenenti gli aromi degli alimenti che un tempo venivano contrabbandati in Jugoslavia. I visitatori hanno così potuto non solo ascoltare la storia e toccarla con mano, ma anche sentirne l’odore. Nel frattempo, all’ingresso del museo, il secondo gruppo ha partecipato a un’attività tattile che ha coinvolto diversi oggetti della collezione etnologica (numerosi, vista la tematica della mostra). In questo modo, abbiamo offerto loro l’opportunità di toccare con mano oggetti che altrimenti rimangono esposti nelle vetrine. 

Entrambe le visite hanno confermato l’importanza di adattare i contenuti e di aggiungere materiali che possano contribuire all’esperienza. I partecipanti stessi hanno sottolineato che è stato loro offerto qualcosa in più rispetto a quanto è normalmente a disposizione dei visitatori abituali. Questo era il nostro obiettivo: colmare, almeno in parte, il divario causato dalle limitazioni visive e garantire un’esperienza museale il più possibile paritaria.

Queste visite guidate ci insegnano che l’accessibilità non riguarda solo gli adattamenti, ma soprattutto la comprensione. Nel tentativo di rendere i contenuti accessibili anche a chi non può vederli, impariamo a contemplare lo spazio, gli oggetti e le storie in modo diverso. Il museo diventa, quindi, un luogo in cui il patrimonio non solo viene visto, ma può essere percepito in modo più integrale.