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- Goriški muzej
Qualche anno fa, l’Associazione intercomunale delle persone non vedenti e ipovedenti di Nova Gorica si è nuovamente rivolta al Goriški muzej con la richiesta di organizzare una visita guidata per i propri associati. Questa volta la sfida era particolarmente interessante: ci hanno chiesto se fosse possibile organizzare la visita guidata per quel giorno stesso. Così, è nata spontaneamente l’idea di offrire loro qualcosa di diverso dalla classica visita alla mostra: una passeggiata nel centro di Nova Gorica.
Il tema della visita guidata erano l’architettura e le sculture di arte pubblica della giovane città. I partecipanti hanno potuto conoscere la città attraverso il tatto, la descrizione e il dialogo, scoprendo i materiali, le forme e i tratti distintivi delle opere degli artisti. Questa visita guidata, realizzata su misura e senza il tempo di prepararsi in anticipo, ha rappresentato una sfida particolare. Il percorso e i contenuti si sono delineati man mano, tenendo conto della possibilità di toccare gli oggetti, di presentarli adeguatamente e di come aggirare gli ostacoli fisici presenti nello spazio.
La collocazione delle opere d’arte nello spazio pubblico
La passeggiata è iniziata intorno al plastico della città di Nova Gorica, che presenta il progetto urbanistico dell’architetto Edvard Ravnikar. I partecipanti hanno così potuto farsi un’idea di come fosse stata concepita originariamente la città. Il percorso ha poi condotto alla fontana dello scultore Mirsad Begić, che a causa della sua collocazione a terra non era accessibile a tutti, in particolare a chi ha difficoltà a chinarsi o utilizza una sedia a rotelle. Situazioni di questo tipo hanno messo in evidenza l’importanza di posizionare le opere d’arte pubbliche in modo ponderato.
Molto più accessibili si sono rivelate le opere presenti negli edifici che circondano il grande prato, dove i partecipanti hanno potuto toccare con mano strutture e materiali diversi. Abbiamo poi proseguito visitando la scultura di Jakov Brdar presso la Biblioteca Pubblica France Bevk, dove i partecipanti hanno potuto riconoscere i tratti distintivi dell’artista. Purtroppo, la scultura si trova al centro di una scalinata, il che non rappresenta la collocazione più idonea dal punto di vista dell’accessibilità.
Il percorso è proseguito con la visita di diverse sculture pubbliche, ma purtroppo non tutte sono state incluse direttamente nell’esperienza. A causa del terreno bagnato, il gruppo non ha potuto raggiungere la scultura di Matjaž Počivalšek e ha potuto osservare l’opera di Marko Pogačnik solo da lontano. In questi casi, è stato necessario sostituire l’esperienza fisica con una descrizione dettagliata, il che ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante il ruolo della parola per quanto riguarda l’accessibilità.
Accessibilità anche al di fuori degli spazi espositivi
È stata data particolare enfasi al monumento dedicato ai costruttori di Nova Gorica. I partecipanti si sono soffermati più a lungo in quel punto e, attraverso il tatto, hanno riconosciuto gli attrezzi raffigurati: la carriola, la pala e il piccone. Nonostante le figure siano molto stilizzate, con un approccio ponderato è stato possibile individuarne gli elementi chiave. La passeggiata si è conclusa presso il monumento dedicato allo scrittore France Bevk, la cui imponente statua caratterizza lo spazio urbano.
Scoprire la città in questo modo è stato estremamente prezioso per tutti i partecipanti. I membri dell’associazione, che in realtà conoscono bene la città, hanno avuto l’opportunità di viverla in un modo completamente nuovo. Nei giorni successivi alla visita hanno raccontato con entusiasmo di come, grazie al tatto e alle descrizioni, abbiano notato dettagli che prima non avevano colto. Per il Goriški muzej, questa visita guidata ha rappresentato un’importante conferma del fatto che l’accessibilità non si limita agli spazi espositivi, ma può essere efficacemente trasferita anche in uno spazio pubblico più ampio.
Esperienze di questo tipo confermano che, adattando le visite guidate, non solo impariamo a utilizzare nuovi metodi di lavoro, ma anche a pensare in modo diverso. Non si tratta più solo di come vedere qualcosa, ma di come percepirla, comprenderla e immaginarla. Solo mettendoci nei panni di chi non percepisce il mondo attraverso la vista possiamo creare contenuti davvero accessibili. Ed è proprio in quel momento che accade qualcosa di straordinario: il visitatore può dire di aver immaginato una figura o uno spazio in modo così vivido da sembrare di averli visti davvero.


