Toccare la storia – Il Nodo di Salomone e il modello della Basilica

A cura di:
Basilica di Aquileia

Una delle domande più diffuse, per chi affronta il tema dell’accessibilità culturale, è quella di come fare a raccontare un luogo straordinario e stratificato a chi non può vederlo. In effetti, la vista è molto spesso il senso più utilizzato in ogni tipo di visita turistica, dove nella maggior parte dei casi i beni o i reperti non si possono toccare. Per la Basilica Patriarcale di Aquileia, patrimonio UNESCO dal 1998, la risposta invece passa proprio dal tatto. Nell’ambito del progetto Basilica per Tutti, sono stati sviluppati strumenti che permettono alle persone con disabilità visiva di esplorare il patrimonio in modo autonomo, trasformando il contatto diretto con gli oggetti in una esperienza di conoscenza. Tra questi spiccano il pannello tiflologico del Nodo di Salomone e il modello tridimensionale della Basilica, due strumenti diversi ma complementari, pensati per rendere accessibile sia i mosaici che l’architettura nel suo complesso.

Dai mosaici alle mani

Il pavimento musivo della Basilica di Aquileia è il più esteso mosaico paleocristiano del mondo occidentale: osservarlo permette di coglierne forme, colori e simbologie; comprenderne la struttura, però, è un’esperienza che fino a poco tempo fa era preclusa a chi non vede. Per questo è stato realizzato il pannello tiflologico dedicato al Nodo di Salomone, uno dei simboli più rappresentativi del mosaico aquileiese. Si tratta di una riproduzione estremamente fedele dell’originale, nelle stesse dimensioni e pensata e realizzata appositamente per essere esplorata con le mani. Attraverso il riconoscimento tattile dei diversi livelli di stratificazione del mosaico, le persone non vedenti possono costruirne una rappresentazione mentale, percependone la forma e comprendendo persino la differenza tra le varie tessere che compongono il disegno. 

Il pannello racconta anche come nasce un mosaico. La sovrapposizione dei diversi strati costruttivi consente infatti di comprendere il processo di realizzazione dell’opera, dalla preparazione del terreno fino alla posa delle tessere. Uno strumento pensato per l’accessibilità, ma che si rivela prezioso anche per studenti, giovani e visitatori curiosi, offrendo una modalità diversa di leggere un’opera antica. Proprio questa duplice funzione rende il modello un unicum a livello mondiale, e un modello potenzialmente replicabile anche in altri luoghi della cultura. 

Comprendere lo spazio attraverso il tatto

Accanto al pannello musivo, il progetto Basilica per Tutti si è arricchito di un ulteriore strumento dedicato all’esplorazione tattile: il modello tridimensionale della Basilica, sviluppato insieme all’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna. Il plastico riproduce la Basilica sia nella sua planimetria sia nella sua volumetria. La struttura, realizzata in legno con essenze differenti, permette di percepire attraverso il tatto la forma dell’edificio, i suoi volumi e l’organizzazione degli spazi. Una caratteristica particolare è la possibilità di aprire il modello, osservando – o meglio, esplorando – anche la distribuzione interna degli ambienti. In questo modo la visita può iniziare ancor prima di entrare in basilica, costruendo una mappa mentale che facilita l’orientamento durante il percorso. 

A completare questo sistema ci sono anche le tavole tattili PIAF, che traducono alcuni mosaici in disegni a rilievo facilmente esplorabili, offrendo ulteriori strumenti di conoscenza alle persone con disabilità visiva. 

Comprendere lo spazio attraverso il tatto

Il pannello del Nodo di Salomone e il modello tridimensionale rappresentano due esempi di come l’accessibilità possa ampliare il modo di conoscere un bene culturale. Non sostituiscono l’esperienza della visita, ma la arricchiscono, offrendo modalità diverse di avvicinarsi allo stesso patrimonio. Ancora una volta, il progetto Basilica per Tutti dimostra che rendere accessibile un luogo non significa creare percorsi separati, ma offrire strumenti differenti affinchè ciascuno possa costruire una relazione personale con la storia, l’arte e l’architettura della Basilica. Perché un patrimonio riconosciuto come patrimonio dell’Umanità può essere davvero condiviso solo quando può essere scoperto attraverso tutte le forme della percezione. 

Bambini esplorano con le mani una riproduzione tattile del mosaico pavimentale della Basilica di Aquileia.
Bambini esplorano con le mani una riproduzione tattile del mosaico pavimentale della Basilica di Aquileia.