Da un codice a una migliore esperienza utente: i corsi di formazione del progetto DigARegion per esperti 

A seguito del successo dei corsi di formazione di base sull’accessibilità digitale, il progetto DigARegion (Regione Digitalmente Accessibile) ha proseguito con dei corsi avanzati rivolti principalmente a sviluppatori e altri tecnici specializzati. Mentre i corsi di base miravano soprattutto a sensibilizzare e a far comprendere l’importanza dell’accessibilità, quelli per esperti hanno fornito una visione più approfondita dei requisiti tecnici, degli standard e degli approcci pratici per sviluppare soluzioni digitali accessibili. Ne abbiamo parlato con Andreja Bevc dell’istituto Zavod A11Y.si, che ci ha raccontato come si sono svolti i corsi, quali sono stati i riscontri dei partecipanti e quali sono le sfide più comuni nel campo dell’accessibilità digitale.

Ai corsi di formazione di base hanno fatto seguito due corsi per esperti tenutisi a Nova Gorica e a Lubiana. Come si sono svolti e su quali aspetti vi siete concentrati?

I corsi erano rivolti principalmente agli sviluppatori di siti web e applicazioni, nonché ad altri professionisti impegnati nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni digitali, sia nel settore pubblico che in quello privato. I corsi si sono svolti in modalità ibrida, in parte dal vivo e in parte a distanza. Questo approccio ci ha permesso di rendere i corsi accessibili a un numero maggiore di partecipanti, garantendo al contempo un supporto tecnico diretto durante le sessioni.

I contenuti erano notevolmente più approfonditi rispetto a quelli dei corsi di formazione di base. Oltre a presentare gli strumenti per la verifica e l’autocontrollo delle soluzioni di accessibilità, abbiamo posto l’accento sull’uso corretto degli elementi HTML, sulla semantica, sui moduli, sui modelli di navigazione e sull’uso degli attributi e delle etichette ARIA. Abbiamo posto particolare enfasi sulla comprensione dei motivi per cui determinate soluzioni funzionano o non funzionano per gli utenti delle tecnologie assistive.

Una parte significativa della formazione è stata dedicata a esercitazioni pratiche e attività al computer che hanno permesso ai partecipanti di applicare le conoscenze acquisite a casi concreti. Sono seguite delle discussioni sui diversi approcci di sviluppo e sulle sfide che si presentano nel lavoro quotidiano, che hanno favorito lo scambio di esperienze e la ricerca di soluzioni accessibili adeguate.

Chi sono stati i partecipanti più numerosi? C’erano anche rappresentanti di aziende, istituzioni pubbliche o altre figure professionali?

La maggior parte dei partecipanti era costituita da sviluppatori e altri esperti tecnici del settore pubblico e privato che, nel loro lavoro, collaborano direttamente allo sviluppo e alla manutenzione di soluzioni digitali. Ciò non ci ha sorpreso, in quanto sono proprio gli sviluppatori a svolgere un ruolo fondamentale nel garantire la conformità tecnica e l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni.

Ci ha invece positivamente sorpreso la partecipazione dei rappresentanti del settore dell’istruzione, in particolare degli insegnanti di informatica delle scuole primarie e secondarie. Nonostante le scuole siano soggette solo in parte agli obblighi previsti dalla legge sull’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili, l’interesse per l’argomento è risultato molto elevato. Ciò dimostra una crescente consapevolezza del fatto che l’accessibilità digitale non riguardi solo l’adempimento dei requisiti di legge, ma anche la garanzia di contenuti e servizi digitali inclusivi per tutti gli utenti.

Quali sono i concetti errati più comuni che riscontra riguardo all’accessibilità digitale?

Uno dei pregiudizi più diffusi è che l’accessibilità digitale sia solo un elemento aggiuntivo del sito web, una sorta di plug-in che permette di ingrandire il testo, modificare il contrasto o cambiare il tema cromatico. Queste soluzioni possono essere utili, ma non garantiscono l’accessibilità di per sé. L’accessibilità è infatti una caratteristica intrinseca alla soluzione digitale che deve essere integrata già nelle fasi di progettazione, sviluppo e preparazione dei contenuti.

Spesso ci imbattiamo anche nell’errata convinzione che l’accessibilità digitale sia utile solo a un numero limitato di persone con disabilità. In realtà, le soluzioni accessibili migliorano l’esperienza utente per tutti. Questi contenuti sono solitamente più facili da consultare e da leggere, più intuitivi da usare, più prevedibili e meglio adattati alle diverse modalità di accesso e di utilizzo dei servizi digitali.

Per questo motivo, non consideriamo l’accessibilità digitale solo come una questione di inclusione delle persone con disabilità, ma anche come un elemento importante per garantire qualità, usabilità e un’esperienza utente positiva per tutti.

Avete dedicato grande attenzione agli esempi pratici e all’illustrazione delle barriere che gli utenti delle tecnologie assistive si trovano ad affrontare. Come hanno reagito i partecipanti a questa parte del corso?

Le reazioni dei partecipanti sono per lo più molto positive e spesso sono accompagnate anche da un certo stupore. Molti, infatti, prima della formazione, non si rendevano conto che non tutte le persone utilizzano i contenuti digitali allo stesso modo. Alcuni utilizzano i lettori di schermo, altri navigano nei siti web esclusivamente con la tastiera e altri ancora, a causa di diverse disabilità, percepiscono e utilizzano i contenuti in modo diverso da come si immagina di solito.

Le dimostrazioni pratiche hanno quindi un grande impatto, perché permettono ai partecipanti di rendersi conto delle difficoltà in un contesto reale e dal punto di vista degli utenti effettivi. Riceviamo il maggior numero di riscontri positivi quando i partecipanti individuano aree concrete in cui possono migliorare i propri contenuti digitali e quando acquisiscono un’idea più chiara di come affrontare e risolvere le carenze riscontrate.

Naturalmente, a volte ci imbattiamo anche in reazioni più difensive, soprattutto quando mostriamo esempi tratti dai siti web dei partecipanti. In questi casi, le cause dell’inaccessibilità vengono talvolta attribuite ad altri fattori, anziché essere interpretate come un’opportunità di miglioramento. Ciononostante, dopo le dimostrazioni pratiche, la stragrande maggioranza dei partecipanti comprende meglio le difficoltà che le persone con disabilità devono affrontare e si rende conto che c’è ancora molto da fare per migliorare l’accessibilità.

Perché è importante che anche chi non è uno sviluppatore comprenda il concetto dell’accessibilità?

È importante che anche chi non è uno sviluppatore comprenda l’importanza dell’accessibilità digitale, perché questa non dipende esclusivamente dalla realizzazione tecnica di un sito web o di un’applicazione. Se è vero che gli sviluppatori gettano le basi e garantiscono che la soluzione digitale sia tecnicamente accessibile, è altrettanto vero che i contenuti vengono solitamente preparati, modificati e pubblicati da altri collaboratori.

Anche il sito web meglio progettato e tecnicamente accessibile può diventare rapidamente inaccessibile se i contenuti vengono pubblicati in modo inadeguato. Per questo motivo, anche i redattori, i designer e tutti coloro che contribuiscono alla creazione dei contenuti digitali svolgono un ruolo fondamentale. Dalle loro decisioni dipende se le informazioni raggiungeranno tutti gli utenti, comprese le persone con disabilità.

L’accessibilità digitale è quindi una responsabilità che ricade su tutti coloro che partecipano alla creazione di contenuti e servizi digitali, non solo sugli sviluppatori.

Partecipanti a una formazione seguono una presentazione in aula.
Partecipanti a una formazione seguono una presentazione in aula.