Illustrare l’invisibile: Progettare per una società inclusiva

A cura di:
MDSS Nova Gorica

Mi chiedono spesso se il lavoro all’interno di gruppi interdisciplinari o la collaborazione tra persone vedenti e persone con disabilità visiva comportino particolari difficoltà. La mia risposta è semplice: nella nostra associazione questi problemi non esistono. Le difficoltà non nascono dalla diversità delle competenze né dalle differenti capacità visive, ma dall’ampiezza dello sguardo interiore di chi collabora. Quando c’è apertura mentale, la sinergia nasce in modo naturale.

Anno dopo anno collaboriamo sempre di più e accumuliamo nuove esperienze; di conseguenza, anche i risultati migliorano costantemente. Quando tutti condividono con chiarezza gli obiettivi e comprendono perché siano importanti, il dialogo si sviluppa spontaneamente e le soluzioni arrivano da entrambe le parti. La mia esperienza mi insegna che anche i professionisti vedenti sanno offrire idee e proposte di grande qualità.

L’ostacolo più grande è rappresentato dalla paura, che spesso si manifesta attraverso il desiderio di affermare il proprio punto di vista o di dimostrare chi abbia ragione. Per questo considero l’ascolto reciproco e la capacità di mettersi nei panni dell’altro le condizioni essenziali per costruire qualsiasi dialogo.

Il progetto della Galleria Tattile, con la mostra L’arte oltre il visibile, è un esempio concreto di questo approccio. Si tratta di un dialogo tra utenti e artisti sloveni e italiani: scultori, pittori e altri protagonisti della scena artistica contemporanea. Pur coinvolgendo nomi importanti, il progetto è il risultato del contributo di molte professionalità: chi realizza i testi in Braille, chi prepara le audiodescrizioni, chi progetta gli spazi con adeguati contrasti cromatici, chi cura la comunicazione e la divulgazione. Ogni contributo è indispensabile.

Un altro esempio significativo è la mostra Da vicino, realizzata grazie all’eccellente collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti e Design dell’Università di Lubiana (ALUO) e con la Moderna galerija. Lo stesso vale per il progetto dedicato alla Rivolta contadina di Tolmino, sviluppato nella tesi magistrale di Kristina Naglost: una rappresentazione tridimensionale e tattile del dipinto di Tone Kralj L’incontro del conte Coronini con i rivoltosi di Tolmino.

La normativa prevede già che ogni progetto garantisca l’accessibilità. Quando però partecipa un’organizzazione che rappresenta le persone con disabilità, questo aspetto riceve maggiore attenzione; negli altri casi accade ancora troppo raramente, perché in Slovenia la cultura dell’accessibilità è in una fase iniziale di sviluppo. Il problema non è tanto la mancanza di risorse economiche, quanto il ricorso a soluzioni improvvisate che, pur animate dalle migliori intenzioni, finiscono spesso per non essere realmente utili.

Sarebbe invece fondamentale che questi temi entrassero stabilmente nei programmi universitari di istituzioni come l’ALUO e, più in generale, nei percorsi formativi e nella ricerca.

Da qui nasce una domanda inevitabile: come coltivare l’empatia nei progettisti e nei designer? Come ha osservato il sindaco di Nova Gorica, Samo Turel, nel podcast della nostra associazione: «È un cambiamento di mentalità: non perché lo impone la legge, ma perché è giusto». Per arrivare a questo cambiamento servono confronto e dialogo. L’ascolto autentico è il primo passo per ampliare le proprie conoscenze. La vera sfida progettuale consiste nel mettere la creatività al servizio delle esigenze delle persone.

La Galleria Tattile offre un’esperienza esemplare in questo senso. Per le persone cieche e ipovedenti significa scoprire che anche l’arte visiva può essere vissuta attraverso tutti gli altri sensi. Si percepisce il profumo del legno e del metallo, si esplorano le superfici con il tatto, si ascoltano i suoni prodotti dai diversi materiali. Così diventano accessibili non soltanto le sculture, ma anche i dipinti.

I progettisti possono dare un contributo decisivo pensando fin dall’inizio all’accessibilità per tutte le persone: cieche e ipovedenti, sorde e ipoacusiche, sordocieche, persone con disabilità motoria, ma anche bambini, anziani e famiglie con passeggini. Molte mostre vengono allestite in edifici di grande valore storico e architettonico che, proprio per questo, risultano difficilmente accessibili. È quindi necessario chiedersi sempre a chi sia realmente destinata una mostra e chi, invece, rischi di esserne escluso.

Accade spesso che l’attenzione si concentri su un solo aspetto dell’accessibilità, dando per risolto l’intero problema. In realtà, per le persone con disabilità visiva l’accessibilità deve essere progettata come un sistema integrato, in cui ogni elemento contribuisce alla qualità complessiva dell’esperienza.

In questo percorso la collaborazione internazionale è stata fondamentale. Grazie al progetto della Galleria Tattile abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con realtà di eccellenza come l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e il Museo Civico di Monza, dai quali abbiamo appreso quanto sia possibile fare per rendere la cultura realmente accessibile, in particolare alle persone cieche.

Anche il materiale didattico merita una riflessione. Oggi i contenuti sono sempre più ricchi di componenti visive e grafiche. Se queste non vengono progettate tenendo conto delle diverse esigenze, possono rendere l’apprendimento più lento e meno efficace per le persone con disabilità visiva. In un ambiente realmente inclusivo, tutti i materiali dovrebbero essere pensati fin dall’origine per essere accessibili a ogni gruppo di utenti.

Ogni progettista sa che le idee migliori nascono spesso quando si cambia prospettiva. Per questo, mentre continuiamo a riflettere su ciò che la società dei vedenti può fare per le persone con disabilità visiva, vale la pena ricordare anche il contrario: lavorare sull’accessibilità offre ai progettisti e a tutti i professionisti un’opportunità straordinaria di crescita, ampliando le loro competenze, la loro sensibilità e il loro modo di guardare il mondo.

 

Igor Miljavec
Presidente dell’Associazione Intercomunale dei Ciechi e degli Ipovedenti di Nova Gorica

 

Copertina: Illustrare l’invisibile; progettare per una società inclusiva
Copertina: Illustrare l’invisibile; progettare per una società inclusiva