L’attuazione definitiva della legge ZIMI come punto di svolta per la tutela dei diritti delle persone con disabilità in Slovenia

Articolo trasmesso da:
Comune di Nova Gorica

Con la scadenza del periodo transitorio di 15 anni previsto per l’adeguamento degli edifici pubblici, la Slovenia si trova di fronte a una seria riflessione sul proprio impegno nella tutela dei diritti delle persone con disabilità. Nonostante gli obblighi di legge chiaramente definiti, numerosi edifici pubblici continuano a essere fisicamente inaccessibili, il che significa che una parte della popolazione non dispone ancora di un accesso paritario ai servizi pubblici, alle istituzioni e ai processi decisionali. L’attuazione definitiva e coerente della Legge sulle pari opportunità delle persone con disabilità (ZIMI) rappresenta quindi uno dei principali punti di svolta per l’effettiva realizzazione dei diritti delle persone con disabilità in Slovenia.

La ZIMI non disciplina soltanto le barriere architettoniche e l’accessibilità fisica degli edifici, ma affronta in modo globale l’inclusione paritaria delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita sociale. La legge comprende l’accessibilità delle informazioni e delle comunicazioni, l’utilizzo dei servizi, delle procedure e dei programmi del settore pubblico, l’accesso all’istruzione, all’occupazione, ai beni e ai servizi, nonché la prevenzione della discriminazione in tutti questi ambiti. Particolare attenzione viene dedicata anche alla comprensibilità delle procedure, agli adattamenti nella comunicazione, all’utilizzo delle tecnologie assistive e alla garanzia di accomodamenti adeguati alle diverse forme di disabilità.

La ZIMI stabilisce quindi un quadro in cui la disabilità non viene considerata semplicemente una condizione individuale, ma una responsabilità della società, chiamata ad adottare misure adeguate per eliminare le barriere che impediscono una partecipazione piena e paritaria.

Donna in sedia a rotelle elettrica davanti all’ingresso di un negozio, raggiungibile solo tramite un gradino senza rampa.
Donna in sedia a rotelle elettrica davanti all’ingresso di un negozio, raggiungibile solo tramite un gradino senza rampa.

L’accessibilità degli edifici pubblici non è un privilegio o un’opportunità aggiuntiva, ma una condizione fondamentale per vivere in modo autonomo, partecipare alla società ed esercitare gli altri diritti. Quando un edificio pubblico non è accessibile, le persone con disabilità non incontrano soltanto ostacoli: vengono escluse.

I dati e le segnalazioni delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità mostrano che negli ultimi 15 anni sono stati compiuti diversi progressi, ma i miglioramenti non sono stati sistematici. Gli interventi di adeguamento sono stati spesso parziali, non conformi agli standard oppure realizzati soltanto dove vi era una maggiore pressione da parte dell’opinione pubblica. In molti casi le responsabilità sono state trasferite da un soggetto all’altro, le scadenze prorogate e i controlli sono rimasti insufficienti. Il risultato è una situazione in cui la legge esiste, ma non viene pienamente applicata nella pratica.

La scadenza del periodo transitorio trasmette un messaggio chiaro: non c’è più tempo per rimandare. Le istituzioni pubbliche, i gestori degli edifici pubblici e i responsabili delle decisioni hanno ora la piena responsabilità di garantire l’accessibilità a tutti, senza eccezioni e senza ulteriori giustificazioni. Questo comprende non soltanto l’accesso agli edifici, ma anche alle informazioni, alle procedure e ai servizi offerti al loro interno.

L’attuazione definitiva della ZIMI è quindi molto più di una questione tecnica. È una prova della maturità della società e del suo impegno a favore dei diritti umani. Significa passare dalla conformità formale all’inclusione effettiva. Significa riconoscere che la disabilità non è semplicemente una caratteristica dell’individuo, ma deriva anche da un ambiente che non è adeguato alla diversità delle esigenze delle persone.