CAPTCHA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart) è uno dei metodi più comuni per proteggere i moduli online dall’uso automatizzato indesiderato. Sebbene sia efficace nel prevenire gli abusi, può rendere difficile o addirittura impossibile per molti utenti inviare un modulo. È quindi importante scegliere modalità di verifica il più possibile accessibili.
Per quali utenti la CAPTCHA rappresenta una barriera?
Una CAPTCHA non adeguatamente progettata può rappresentare una barriera soprattutto per persone:
- cieche e ipovedenti che utilizzano lettori di schermo,
- con daltonismo,
- sordi e con difficoltà uditive (nel caso delle CAPTCHA audio),
- con dislessia o altre disabilità cognitive,
- con disabilità motorie,
- anziani.
Spesso accade che una persona non riesca a inviare un modulo non perché non sappia compilare i dati richiesti, ma perché non riesce a superare la verifica.
Tipi più comuni di CAPTCHA
Selezione di immagini
La forma più comune di CAPTCHA richiede all’utente di selezionare le immagini che contengono, ad esempio, semafori, autobus, ponti o attraversamenti pedonali.
Sebbene alcune CAPTCHA di questo tipo offrano anche una versione audio, rappresentano comunque una difficoltà per molti utenti. Le immagini possono essere poco chiare, piccole o ambigue e la loro selezione richiede una buona percezione visiva e un controllo preciso del mouse o dello schermo tattile.

Trascrizione di testo o numeri da un’immagine
Le CAPTCHA più datate richiedono all’utente di trascrivere lettere o numeri distorti visualizzati in un’immagine.
Questa soluzione è quasi inutilizzabile per molti utenti a causa della scarsa leggibilità, della sovrapposizione dei caratteri e dei diversi effetti visivi. Poiché il testo è presentato come immagine, i lettori di schermo non possono leggerlo. Se non viene fornita un’alternativa accessibile, alcuni utenti non possono affatto inviare il modulo.

Maggiori informazioni sulle alternative testuali appropriate(si apre in una nuova finestra)
Operazioni matematiche
Alcuni siti web chiedono all’utente di risolvere una semplice operazione matematica, ad esempio:

Se l’operazione matematica viene presentata come grafica o immagine senza un’adeguata alternativa testuale, gli utenti dei lettori di schermo non possono leggerla. Inoltre, questo tipo di verifica può rappresentare una difficoltà anche per le persone con disabilità cognitive o per gli utenti che non comprendono la lingua o la modalità di rappresentazione dell’operazione.
Google reCAPTCHA
Le versioni moderne di reCAPTCHA cercano di ridurre al minimo l’interazione richiesta all’utente.
Le forme più conosciute sono:
- la casella di controllo “Non sono un robot”,
- reCAPTCHA v3, che spesso verifica l’utente in background senza richiedere ulteriori interazioni.
Se il sistema rileva un rischio maggiore, può comunque mostrare all’utente una verifica aggiuntiva basata su immagini o un’altra attività.
Si tratta di una delle soluzioni più accessibili, ma anche questa può rappresentare una barriera in determinate situazioni. Deve quindi essere implementata correttamente e offrire all’utente una modalità alternativa di verifica.

Buone pratiche consigliate
Per la protezione dei moduli è consigliabile:
- utilizzare modalità di verifica che richiedano il minor sforzo possibile all’utente,
- quando possibile, utilizzare verifiche in background senza la partecipazione dell’utente,
- fornire un’alternativa accessibile agli utenti che non riescono a risolvere la CAPTCHA,
- informare chiaramente l’utente su ciò che deve fare,
- utilizzare la CAPTCHA solo dove è realmente necessaria.
La CAPTCHA è sempre necessaria?
Prima di utilizzare una CAPTCHA, valutiamo se sia possibile raggiungere lo stesso obiettivo con altri metodi, come la verifica lato server, un ritardo temporale nell’invio del modulo, la limitazione del numero di richieste o l’analisi del comportamento dell’utente. Queste soluzioni spesso prevengono efficacemente gli abusi automatizzati senza creare ulteriori barriere per gli utenti.
Collegamento con le linee guida per l’accessibilità (WCAG)
Diversi criteri di successo WCAG si applicano alle CAPTCHA, in particolare:
- 1.1.1 Contenuti non testuali
- 1.3.3 Caratteristiche sensoriali
- 1.4.1 Uso del colore
- 2.1.1 Tastiera
- 2.2.1 Regolazione dei tempi
- 3.3.2 Etichette o istruzioni
Una protezione dei moduli ben progettata previene efficacemente gli abusi senza creare barriere inutili per gli utenti. Scegliendo modalità di verifica il meno invasive possibile e fornendo alternative accessibili, consentiamo a tutti gli utenti di utilizzare i servizi web in modo sicuro ed equo.